Osteopatia e Ciclismo: un binomio Vincente!

Osteopatia e Ciclismo: un binomio Vincente!

Il ciclismo è lo sport di fatica per antonomasia, ma è anche uno sport molto impegnativo sotto il profilo ergonomico.

Da qualche anno, viene data sempre più attenzione, alla posizione in bicicletta, utile per migliorare il coefficiente aerodinamico (Cx), ma non solo. Un buona buona posizione in sella consente di migliorare l’efficienza e l’efficacia della pedalata, ed aiuta a prevenire fastidiosi infortuni a schiena e arti inferiori.

In quest’ultima ottica rientra l’aiuto importante che può dare l’Osteopatia.

Il ciclista per poter sviluppare la massima performance deve essere efficiente ed efficace. Per poter essere efficiente bisogna avere una buona mobilità articolare globale, testa/collo e arti superiori, schiena ed arti inferiori. Al contempo, per essere efficace, bisogna poter sviluppare una spinta ottimale nella pedalata.

 

ciclismoCompito dell’Osteopata, nel ciclismo, è valutare ed aiutare a migliorare la postura del ciclista. Tutto ciò, per mettere ogni atleta nelle migliori condizioni per poter esprimere il proprio potenziale.

 

Posizionamento e sovraccarico funzionale nel ciclismo.

Non è certo da oggi che sono comparsi i sovraccarichi funzionali dovuti ad una posizione scorretta e/o estrema, ma con l’avvento dei nuovi telai, sono aumentati i problemi. Questo sovraccarico va ad interessare in particolar modo il rachide cervicale, dorsale e lombare; in rari casi, sono interessati direttamente gli arti inferiori.

Complice di questi sovraccarichi è sicuramente la posizione del manubrio, troppo bassa, che condiziona il comfort della bicicletta. Questa posizione eccessivamente bassa provoca un’iper-tensione della muscolatura cervicale, per poter mantenere una buona visione orizzontale. Inoltre, la rigidità delle braccia, dovuta alla posizione troppo bassa, trasmette micro-sollecitazioni alla muscolatura dorsale e cervicale.

Il sovraccarico funzionale riguarda in particolar modo gli amatori e i cicloturisti, che prestano poca attenzione alla preparazione atletica fuori dal mezzo. I professionisti sono allenati e si allenano costantemente per migliorare la loro posizione in bicicletta e sono seguiti e controllati da un team di esperti.

Per impostare al meglio la propria posizione migliore in bicicletta, è necessario chiedere aiuto un bravo biomeccanico, che possa valutare/correggere la vostra posizione in bicicletta.

 

La postura incide sulla mobilità e sulla pedalata?

ciclismoNel corso degli anni si è arrivati a comprendere la correlazione tra postura e prestazione sportiva.

Una postura errata, che può avere diverse cause, come ad esempio una malocclusione, un dislivello del bacino, un atteggiamento scoliotico, ecc., influenza negativamente l’apparato muscolare. In questo modo, la muscolatura si troverà, in alcune zone del corpo,a compiere un lavoro eccessivo rispetto alla parte controlaterale, risultando più vulnerabile agli infortuni e condizionando in negativo la prestazione dell’atleta.

Molti atleti agonisti ricorrono a trattamenti osteopatici per “riequilibrare” il corpo e prevenire gli infortuni oltre che per migliorare la propria prestazione.

L’Osteopatia permette al ciclista di raggiungere ottimi risultati  per quanto riguarda l’assetto posturale, le asimmetrie e l’eliminazione di “disfunzioni somatiche” nel corpo. Laddove risulti necessario, in accordo con altri professionisti del settore, può portare giovamento l’utilizzo di un bite o dei plantari specifici. E’ sempre bene cercare un team di professionisti, al fine di valutare attentamente i possibili vantaggi e svantaggi nel portare un’ortesi.

 

La bicicletta somiglia, più che ad ogni altra macchina, all’aeroplano: essa riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua umiltà le impedisce di volare. (Mauro Parrini)

 

Quanto, la postura, incide sulla pedalata?

La posizione del ciclista in bicicletta dipende da due fattori principali:

  1. rapporto antropometrico/geometrico tra ciclista e bicicletta;
  2. corretta postura del ciclista.

La posizione in bicicletta, soprattutto se non ottimale, porta in sovraccarico le strutture della colonna vertebrale, dal rachide cervicale al sacro. Alcuni studi scientifici hanno individuato le zone maggiormente influenzate dalla posizione del ciclista in sella.

  • Il rachide cervicale: la forzatura della lordosi cervicale (iper-lordosi), per permettere la visione frontale della strada, favorisce lo stress della muscolatura di collo e spalle.
  • Il rachide dorsale: una cattiva postura in bicicletta può portare all’accentuazione della cifosi dorsale (iper-cifosi).
  • La zona lombare: il rachide lombare è tenuto in stress delle vibrazioni del terreno trasmesse dalla bicicletta, che possono  provocare lombalgie. Anche un errato posizionamento può causare dolori lombari: ad esempio, una sella troppo alta costringerà il bacino a basculare, portando sotto stress le strutture muscolo-legamentose del tratto lombo-sacrale.
  • L’ appoggio sulla sella: una posizione non buona o l’utilizzo di una sella non adatta può causare sovraccarico all’articolazione sacro iliaca e indirettamente irritare la regione inguinale.

 

Persino una banale caduta può alterare l’assetto biomeccanico del tuo corpo e peggiorare la tua condizione atletica.

E’ bene prendere coscienza della propria postura e lavorare quotidianamente per mantenere in salute  il proprio corpo e, di conseguenza, ottimizzare la propria performance.

Molti atleti professionisti ricorrono all’osteopata per “riequilibrare” il corpo e prevenire gli infortuni, e quindi, migliorare le loro prestazioni. Il trattamento osteopatico può essere anche un valido aiuto per ottimizzare la propria posizione in bicicletta.

 

ciclismoI disturbi più comuni del ciclista.

La pratica del ciclismo, come tutti gli Sport, può portare a varie patologie osteo-articolari, specie negli agonisti, a causa di alcuni movimenti prolungati e ritmici. (pedalare). Nei ciclisti sono gli arti inferiori le parti del corpo maggiormente utilizzate e sottoposte a stress, oltre ovviamente alla schiena.

 

Il trattamento osteopatico per il ciclista.

Nella terminologia osteopatica viene utilizzato il termine disfunzione, o lesione osteopatica, ma di cosa si tratta? Si tratta semplicemente di una zona e/o una struttura, che ha perso in parte o del tutto, la sua possibilità di movimento nello spazio. In poche parole, non funziona bene come dovrebbe.

Non tutte le disfunzioni causano un problema fisico e/o provocano una sintomatologia, il corpo è “allenato” a compensare gli squilibri. La capacità di adattamento dell’organismo però, ha dei limiti. Quando le problematiche superano questa capacità di adattamento del corpo, si instaurano appunto le disfunzioni e, nei casi più gravi, una patologia.

Nel ciclismo, in una corsa a tappe di 3 settimane si può vincere o perdere per una manciata di secondi: per questo motivo, l’atleta deve essere messo nelle migliori condizioni possibili.

L’osteopata aiuta l’atleta a mantenere il corpo nelle migliori condizioni per poter ottimizzare tutte la propria performance in allenamento e quindi in gara. Inoltre, l’osteopatia, risulta molto utile nella prevenzione degli infortuni, che possono portarlo a periodi di pausa e di minor rendimento fisico.

L’Osteopatia mira a ripristinare e/o far mantenere la mobilità fisiologica delle varie strutture corporee, valutando l’individuo nella sua globalità.

 

ciclismoL’Osteopatia come aiuto per il recupero.

Un altro importante contributo che viene dato all’atleta, grazie all’Osteopatia, riguarda il recupero fisico. Parlando di atleti professionisti, una buona capacità di recupero, su una corsa di più giorni e/o settimane, risulta fondamentale ai fini della performance. Per avere una buona capacità di recupero è necessario avere una funzionalità epatica e renale molto buone. I reni ed il fegato sono importanti nei processi di eliminazione delle scorie e delle tossine che si accumulano durante lo sforzo. In quest’ottica rientra bene la branca viscerale dell’osteopatia (trattamento viscerale del peritoneo e del fegato). Anche la branca ed il trattamento cranio-sacrale riveste un ruolo molto importante. E’ fondamentale per il ripristino dell’equilibrio fluidico tra cranio e sacro, spesso alterato dalle competizioni più intense e impegnative.

Insieme a tutto questo, anche un buon sonno aiuta a recuperare meglio. In questa ottica, alcune tecniche specifiche per aiutare la regolazione del sistema neuro-vegetativo. Durante la fase attiva (allenamento/gara), il sistema nervoso simpatico deve essere bello attivo, mentre durante il riposo dovrebbe prevalere il parasimpatico. Come abbiamo detto in precedenza, in una corsa di più giorni, il riposo è fondamentale. Per far si che l’atleta riposi bene, bisogna mettere l’organismo nelle condizioni per far attivare al meglio e in breve tempo, il sistema parasimpatico. Nel bagaglio dell’osteopata, ci sono diverse tecniche specifiche per aiutare la regolazione del sistema neuro-vegetativo, la più conosciuta è la tecnica di compressione del quarto ventricolo.

Un ultimo consiglio per un buon riposo: curate anche l’igiene del sonno.