Lo sviluppo del bambino: il gattonamento.

Lo sviluppo del bambino.

gattonamentoDurante i primi due anni di vita il bambino cresce e si sviluppa in modo sorprendente. In questo periodo, prima di giungere alla posizione eretta, passa attraverso il gattonamento, la prima vera fase di locomozione.

Il fatto di potersi muovere autonomamente senza dipendere da altri rappresenta una tappa importante per il bambino che così potrà esplorare l’ambiente circostante favorendo nel contempo lo sviluppo percettivo, cognitivo e sociale.

Ogni bambino ha una sua storia, c’è chi gattona presto, chi preferisce gattonare dopo aver imparato a camminare e ancora chi non gattona per niente. Alcuni studiosi sostengono che il gattonamento sia una fase cruciale dello sviluppo, altri invece, che non è così fondamentale che ogni bambino gattoni. Negli anni le continue ricerche hanno cambiato e cambieranno il modo di vedere alcuni aspetti dello sviluppo del bambino.

Sicuramente il gattonare giova al bambino perchè lo aiuta ad organizzare il movimento e gli sarà d’aiuto nel momento in cui farà i primi passi: lo aiuterà ad esempio nello sviluppo dell’equilibrio. Questo però non significa che, coloro che saltano la tappa del gattonamento, non possano raggiungere comunque un ottimo sviluppo motorio e cognitivo.

La cosa veramente importante è far si che ogni bambino venga adeguatamente stimolato, ovvero non troppo e nemmeno troppo poco. Il rapporto e l’interazione con la mamma e con il papà sono fondamentali. Lo sguardo, il suono della voce, il tocco, sono esperienze fondamentali per ogni neonato. Giocare con il proprio bambino, stargli vicino, giocare con lui, sono esperienze bellissime e di una importanza inestimabile per il suo sviluppo motorio, cognitivo e relazionale.

sviluppoJessica Gomez Alvarez

Respira. Sarai madre per tutta la vita.

Insegna le cose importanti. Quelle vere.

A saltare pozzanghere, ad osservare gli animali, a dare baci di farfalla e abbracci stretti. Non dimenticare questi abbracci, e non negarli mai. Può darsi che fra qualche anno gli abbracci che ti mancheranno saranno quelli che non hai dato.

Di a tuo figlio quanto lo ami, ogni volta che lo penserai.

Lascialo immaginare. Immagini con lui.

Le pareti possono essere ridipinte. Le cose si rompono e possono essere sostituite. Le urla della mamma fanno male per sempre.

Puoi lavare i piatti più tardi. Mentre tu pulisci lui cresce.

Lui non ha bisogno di tanti giocatoli. Lavora di meno e ama di più.

E, soprattutto, respira. Sarai madre per tutta la vita. Lui sarà bambino una sola volta.”

Lo sviluppo della postura.

Lo sviluppo cognitivo nei primi mesi di vita è incentrato sulla coordinazione di semplici sistemi d’azione che contribuiscono a stabilire sinergie muscolari. Il neonato inizia a sviluppare strategie di movimento  come agitarsi, dare colpi “alla cieca” o voltare la testa.

L’apprendimento viene automatizzato mediante la ripetizione delle esperienze.

gattonamentoI meccanismi delle estremità, del torace e del collo, sono particolarmente importanti durante la fase precoce in quanto il neonato sta imparando ad usare il feedback sensoriale delle estremità coniugandolo con lo stimolo visivo, al fine di affinare le strategie di azione. Man mano che il bambino impegna attivamente i gruppi muscolari, elaborando modelli coordinativi, nuovi stress vengono imposti sul sistema muscolo-scheletrico.

I movimenti che precedono il gattonamento.

Uno dei primi sistemi d’azione che emergono riguarda il controllo della testa, che inizialmente viene attivato visivamente. Già tra la 32esima e la 34esima settimana di gestazione, i neonati sono in grado di orientare la testa reagendo ad uno stimolo visivo. (Shumway-Cook & Woollacott 2000).

A 2 mesi e mezzo l’attività muscolare del tratto cervicale, coordinata in risposta alle interazioni visive e vestibolari, è sufficientemente sviluppata da permettere un’attività posturale anti-gravitazionale. (Shumway-Cook & Woollacott 2000).

A 3 mesi di età il controllo della regione toracica è migliore ma manca ancora il sostegno lombare, così il bambino, per restare in equilibrio, si affida a stimoli visivi più che propriocettivi. Dopo i 3 mesi le informazioni propriocettive provenienti dall’anca e dalla pelvi inizieranno a dominare il controllo posturale.

Verso i 5-6 mesi, il controllo del torca e del tratto cervicale dovrebbe essere buono. A 6 mesi il bambino in posizione prona è in grado di alzare testa, spalle e gran parte della gabbia toracica. Questa attività viene gestita mediante il controllo della testa, del collo e del dorso piuttosto che attraverso il sollevamento delle braccia.

I flessori dell’anca e della gamba sono rilassati e la pelvi può giacere sul pavimento. In questa posizione il bambino sarà in grado diu iniziare a strisciare in avanti utilizzando le braccia ed il dorso per muoversi sul pavimento. Nei primi tentativi di queste manovre il bambino si basa soprattutto sul movimento sinusoidale del proprio corpo piuttosto che affidarsi al movimento delle gambe.

A 8 mesi quasi tutti i bambini sono in grado di stare seduti e di correggere eventuali oscillazioni attivando una’appropriata attività muscolare nel tronco e nel collo. (Shumway-Cook & Woollacott 2000).

Prima del gattonamento ci sono, come già accennato, altre forme di movimento che, se vogliamo, ne facilitano l’avvio. Una delle prime forme di movimento è il rotolamento, ossia la capacità di girarsi da posizione prona a quella supina e viceversa. In seguito, alcuni bambini già a 5 mesi, iniziano a strisciare, ossia si spingono in avanti facendo leva sulle braccia e rimanendo appoggiati a terra con pancia e gambe. Proprio per la posizione che assume il bambino, questo spostamento viene anche chiamato belly crawling. Questo movimento è spesso praticato da bambini abituati a rimanere in posizione prona.

gattonamentoIl gattonamento vero e proprio avviene tra l’8° ed il 10° mese di vita. Il bambino si muove tenendo mani e ginocchia appoggiate a terra, mentre la pancia è sollevata. Per questa ragione il termine inglese si traduce in hands and knees crawling. Può capitare frequentemente che all’inizio il bambino si posizioni in questo modo non riuscendo a camminare ma solo a dondolarsi avanti e indietro: questo movimento viene chiamato rocking.

Piano piano, con l’esercizio e la pratica, il bambino si affinerà nella coordinazione dei movimenti e troverà la sua forma di gattonamento più congeniale.

Tra le diverse “variazioni sul tema” possiamo trovare altri stili di locomozione.

  • L’andatura dell’orso. Il bambino cammina tenendo mani e piedi appoggiati a terra, come nella classica posizione del crawling ma con gli arti distesi.
  • Un ginocchio appoggiato a terra e l’altra gamba avanza appoggiando il piede.
  • Lo spostamento seduto. Ruotano il sedere, a volte tengono una gamba flessa e una distesa e utilizzano le braccia e le mani solo per afferrare gli oggetti di loro interesse.

 

La capacità di gattonare coincide solitamente con l’abilità di stare seduto autonomamente e con l’acquisizione del controllo lombare e pelvico. La retroazione propriocettiva è importante per il meccanismo lombo-pelvico. Come accennato in precedenza, gli stimoli visivi dei primi mesi di vita influiscono molto sul controllo posturale.

Ciò che porta un bambino al gattonamento dipende da molte variabili. Non si tratta solo della maturazione del sistema nervoso centrale, ma è il risultato della cooperazione di componenti fisico-anatomici, neurologici, ambientali, motivazionali, comportamentali.

Ad esempio chi ancora non ha abbastanza forza sulle braccia incontrerà qualche difficoltà in più, o chi non ha abbastanza spazio per muoversi, chi è impacciato nei movimenti a causa di abiti troppo pesanti. Un bambino che viene spesso tenuto in braccio, in un box o, peggio ancora, che usa un girello, sarà poco motivato e stimolato. Un consiglio può essere quello di abituare il bambino, fin da piccolo, a stare libero sul pavimento, abituandolo anche a stare a pancia in giù, quando NON dorme, in particolare modo nei primi 4-6 mesi. Stimolare il bambino interagendo con lui, lo aiuterà sicuramente nel suo sviluppo.

Un consiglio importante che può essere dato ai genitori, è quello di lasciare il bambino libero di esplorare, cercando di allontanare ansie e angosce. Questo servirà a favorire lo sviluppo del proprio bambino, delle funzioni autonome, dell’Io e dell’identità.

Lo sviluppo dei meccanismi neurali.

Prima dei 6 mesi i neonati non sono capaci di stare in piedi da soli, ma tutto ciò sembra non essere dovuto alla debolezza muscolare, poiché secondo uno studio di Roncesvalles & Jensen (1993), i test muscolari sulla forza delle estremità inferiori hanno rivelato la presenza di una forza sufficiente per sostenere il peso di un bambino. Al contrario, a 6 mesi, non sono ancora sufficientemente sviluppati i meccanismi neurali che controllano la coordinazione tra i muscoli agonisti e antagonisti necessaria per la posizione eretta.

La formazione della curva lordotica lombare inizia quando si sviluppa la capacità di stare seduti e si accentua poi con l’acquisizione della postura eretta.

Tutto ciò aiuta il bambino a creare il proprio centro di gravità e spesso impiega rudimentali meccanismi tripodici mentre affina le sequenze di attivazione muscolare. In questo periodo i bambini sfruttano l’ondeggiamento del tronco per stabilizzare la postura.

Tra i 10 e i 12 mesi l’equilibrio del bambino risulta molto migliorato nonostante le strategie muscolari siano ancora maggiormente incentrate sul dorso e sul bacino.

Le strategie di postura ed equilibrio migliorano progressivamente nel torneo e nelle braccia mentre quelle di anca e bacino rimangono ancora abbastanza immature. A questa età il bambino sta ancora imparando ad integrare le informazioni propriocettive provenienti dalla colonna vertebrale, dal sistema vestibolare, dagli occhi e dal sistema sommato-sensoriale, al fine di mantenere l’equilibrio.

Generalmente i bambini dai 12 ai 14 mesi sono in grado di tirarsi in piedi da soli, qualcuno anche prima, adottando varie strategie, ma la loro stabilità può essere facilmente disturbata da perturbazioni anche minime. Anche solo una distrazione visiva può causare la perdita di equilibrio.

Lo sviluppo somato-motorio.

gattonamentoUn’embrione comincia a muoversi all’età di 8 settimane, nelle settimane successive questi movimenti diventano molteplici e coordinati. Alla fine del 4° mese di gravidanza, la futura mamma riesce già a percepire i movimenti del feto di cui in questa fase comincia a svilupparsi l’attività muscolare spontanea. L’attività muscolare sembra avere un ruolo nella stimolazione dello sviluppo del SN.

Il movimento del diaframma nel feto è di fondamentale importanza: benché egli non riesca a respirare in autonomia, il movimento di questo muscolo stimola lo sviluppo del SN, che ricopre un ruolo importante come guida della funzione respiratoria.

Fasi fondamentali dello sviluppo delle abilità motorie di base.
  • 1° mese: sollevamento della testa in posizione prona per almeno 3 secondi, rotazione della testa da un lato in posizione supina;
  • 2°-3° mese: sollevamento sicuro della testa fino a 45° in posizione prona, controllo della testa in postura eretta (es. sulle braccia);
  • 4°-6° mese: rotazione attiva del dorso rispetto all’addome, sollevamento della testa fino a 90°, utilizzo degli avambracci come sostegno in posizione prona, successivamente estensione delle braccia;
  • 7°-9° mese: rotazione dell’addome rispetto al tronco, avanzamento in posizione prona, rotazione intorno ad alcuni assi, posizione quadruplica, movimento di stracciamento, posizione seduta autonoma;
  • 10°-12° mese: il bambino gattona in maniera coordinata, posizione eretta con sostegno o costeggiando i mobili, cammina con l’aiuto dei genitori (questa pratica è sconsigliata da proporre sistematicamente poiché il bambino automatizzerà lo schema: mano della mamma o del papà->cammino e sarà meno stimolato a camminare da solo);
  • 13°-16° mese: cammino autonomo, cambiamenti di direzione, abbassamento di fronte ad oggetti;
  • 18° mese: trasporto degli oggetti durante il cammino;
  • 22° mese: cammino all’indietro, arrampicamento;
  • 24° mese: salita delle scale, corsa.

gattonamentoIn queste fasi dello sviluppo si possono avere delle differenze individuali che possono essere fisiologiche; avere uno o due mesi di ritardo o anticipo sulle tappe appena descritte non è sinonimo di un problema o di una spiccata abilità. La cosa importante è un monitoraggio costante e, nel caso di qualche ritardo evidente, un consulto in primis con il vostro pediatra di riferimento.

Durante lo sviluppo l’Osteopatia può essere di grande aiuto poiché ad esempio una disfunzione osteopatica potrebbe essere un’ostacolo al corretto sviluppo motorio. Ovviamente è necessario in primis appurare che non vi siano problematiche di carattere medico.

Conclusioni.

Ad oggi vi sono quindi visioni discordanti riguardo l’importanza della fase di gattonamento, dato che alcuni esperti la ritengono fondamentale mentre altri la reputano molto importante, ma non tale da influire così negativamente, se non rispettata, sullo sviluppo pisco-motorio del bambino.

Quello che sicuramente si può dire è che rappresenta una delle tappe dello sviluppo per cui secondo la fisiologia andrebbe rispettata. La cosa molto importante è monitorare costantemente lo sviluppo del bambino in modo da potergli offrire supporto in caso di necessità. I bambini vanno lasciati sperimentare poiché più esperienze motorie immagazzinano più il loro bagaglio sarà ricco. In alcuni casi sarà necessario aspettarli, senza avere fretta, poiché qualche bambino potrà aver bisogno di più tempo rispetto ad un altro.

L’Osteopatia in ambito Pediatrico può essere di grande aiuto come integrazione e supporto nello sviluppo psico-motorio del bambino.