Lesioni muscolari: inquadramento e possibili cause.

Le lesioni muscolari.

lesioni muscolariLe lesioni muscolari costituiscono uno degli eventi traumatici più frequenti in ambito sportivo. La loro incidenza varia tar il 10% ed il 55% di tutti i traumi da sport (Jarvinen, 1997). L’entità della lesione può andare dal “semplice” stiramento, spesso associato a rottura di piccoli vasi, sino allo strappo muscolare completo. Le conseguenze per lo sportivo sono correlate in base all’entità del danno ma sono sempre e comunque sgradevoli poiché comportano una sospensione più o meno lunga dell’attività sportiva.

E’ possibile distinguere due tipologie di traumi per le lesioni muscolari.

Queste possono essere causate da un trauma diretto, in cui la forza agisce sul muscolo schiacciandolo contro i piani profondi o da un trauma indiretto, in cui manca il contatto diretto contro una forza traumatica.

Nel primo caso il danno prodotto varia dalla semplice contusione fino alla rottura muscolare, in funzione della violenza del trauma e dallo stato di contrazione del muscolo. Questo tipo di trauma è più frequente negli sport di squadra dove sono previsti dei contatti, ovvero rugby, calcio, basket e solitamente i muscoli più colpiti sono il quadricipite, il polpaccio ed il deltoide.

Nel secondo caso invece si può ipotizzare una disfunzione neuro-muscolare quale un improvviso allungamento passivo del muscolo per effetto di una forza di trazione applicata durante la fase di contrazione  oppure una contrazione eccessivamente rapida del ventre muscolare a partire da uno stato di rilasciamento completo. Questo tipo di trauma è più frequente negli sport individuali quali tennis ed atletica leggera, ma si ha un’incidenza elevata anche nel calcio e nel basket.

lesioni muscolariIn questo caso i muscoli più colpiti sono i polpacci ed il gruppo degli ischio peroneo tibiali, ovvero i muscoli posteriori della coscia. Questi ultimi svolgono 2 azioni importanti: flettere la gamba sulla coscia ed estendere la coscia sull’anca.

  • Bicipite femorale (capo lungo), nella parte laterale. In aggiunta, questo muscolo, ruota esternamente gamba e coscia.
  • Semitendinoso, nella parte mediale.
  • Semimembranoso, nella parte mediale. Questi ultimi due muscoli invece ruotano internante la gamba a ginocchio flesso oltre ad addurre ed intra-ruotare la coscia.

Il danno e la modalità di contrazione.

Il danno strutturale della fibra muscolare può essere causato sia da una singola contrazione muscolare che dall’effetto cumulativo di una serie di contrazioni (Armstrong e coll., 1991b).

Il meccanismo maggiormente correlato al possibile danneggiamento della fibra muscolare pare sia la contrazione eccentrica. Questo sarebbe imputabile ad una maggior produzione di forza rispetto alle contrazioni di tipo concentrico ed isometrico. Durante un contrazione eccentrica, effettuata alla velocità di 90°*s-1, la forza espressa dal distretto muscolare risulta di ben tre volte maggiore rispetto a quella prodotta durante una contrazione concentrica.

Questa maggior produzione di forza durante una contrazione eccentrica è dovuta alle capacità elastiche della coda della miosina. Infatti, dal momento che durante una contrazione eccentrica la produzione di forza avviene durante il distacco dei ponti acto-miosinici, il fatto che la coda della miosina sia capace di resistere al distacco grazie alle sue caratteristiche elastiche, permette un sostanziale aumento delle capacità di produzione di forza durante il corso del fenomeno eccentrico. (Middleton e coll., 1994)

Inoltre, durante una contrazione eccentrica, risulta maggiore anche la forza generata dagli elementi passivi del tessuto connettivo del muscolo sottoposto ad allungamento.

lesioni muscolariE’ importante sottolineare come il range di allungamento entro il quale il muscolo rischia la sua integrità strutturale è molto ampio e varia tra il 75% ed il 225% della sua lunghezza a riposo (Garret, 1990). Il trauma dovuto ad elongazione quindi non si verifica ad una lunghezza di allungamento relativamente costante. Questo può dipendere da vari fattori, tra cui il livello di attivazione elettrica del muscolo sottoposto ad allungamento. Un altro importante fattore può essere la debolezza strutturale del muscolo colpito, in seguito a precedenti danni strutturali subiti.

Un muscolo attivo è capace di assorbire molta più energia rispetto ad un muscolo passivo.

Il potenziale di assorbimento energetico di un muscolo è fortemente aumentato nel momento in cui quest’ultimo si contrae attivamente (Garret, 1990).

Un muscolo, contraendosi attivamente, può mettere in atto una strategia autolimitante i danni conseguenti ad un’eccessiva elongazione.

Nella struttura biologica muscolare vi sono 2 componenti strutturali in grado di assorbire energia tensiva, ovvero la componente passiva e quella contrattile. Le possibilità di assorbimento energetico da parte della componente passiva non dipendono dall’attivazione muscolare. Queste sono attribuibili al tessuto connettivo situato all’interno del ventre muscolare oltre che alfattore di smorzamento (dumping factor) costituito dalla fibra stessa e dalla quota di connettivo associato.

Fatica muscolare e debolezza strutturale potrebbero essere 2 fattori determinanti in grado di diminuire la capacità contrattile del muscolo. Questo ridurrebbe quindi contestualmente la sua capacità di assorbire energia durante una fase di elongazione.

Un’ottimale capacità di assorbimento di forza elongativa rappresenta un fattore protettivo fondamentale, non solo per il muscolo, ma anche per le articolazioni e l’apparato capsula-legamentoso. (Radin e coll., 1979).

Durante la contrazione eccentrica il muscolo è sottoposto ad un fenomeno di overstretching.

lesioni muscolariQuesto fenomeno di overstretching potrebbe determinare l’insorgenza di lesioni a livello dell’inserzione tendinea, della giunzione muscolo-tendinea o a livello di una zona muscolare resa maggiormente fragile da un deficit di vascolarizzazione.

Anche la diversa tipologia di fibre muscolari ha una diversa incidenza di evento lesivo. La fibre a contrazione rapida (FT), sono maggiormente esposte a danni strutturali.

L’eterogeneità sarcomexrale rappresenta un ulteriore fattore di rischio.

I sarcomeri di minor lunghezza costituiscono il punto debole della catena durante un fenomeno di overstretching eccentrico. (Morgan, 1990).

Analizzando questo aspetto e notando come dopo una lesione muscolare vi sia un aumento dell’eterogeneità saercomerale, si potrebbe spiegare in parte, il motivo per cui un muscolo precedentemente lesionato presenti un più alto rischio di recidiva traumatica.

La giunzione mio-tendinea è un’area meno vascolarizzata e quindi più fragile.

lesioni muscolariNella maggior parte dei casi, l’insulto traumatico è localizzato a livello della giunzione mio-tendinea. Questo sottolinea come nella porzione finale della fibra muscolare si verifichi il maggior stress meccanico.

Alcuni studi (Huxley e Peachey, 1961) sembrano dimostrare che in prossimità della giunzione mio-tendinea, nella fase eccentrica vi sia un allungamento minore rispetto all’area centrale. In seguito a questi studi si è arrivati ad ipotizzare che i danni susseguenti ad una contrazione eccentrica siano da imputare principalmente alle forze di tipo tangenziale, applicate appunto ad una zona meno vascolarizzata e quindi più fragile.

Un altro aspetto da considerare è quello metabolico: durante la contrazione eccentrica la perfusione muscolare viene drasticamente diminuita. Tutto questo porta ad un deficit funzionale del metabolismo aerobico: il lavoro è svolto prevalentemente in anaerobiosi (assenza di ossigeno). Ciò determina quindi un aumento della temperatura locale, dell’acidosi ed una marcata anossia cellulare (mancanza di ossigeno a livello cellulare).

Questi eventi metabolici portano ad un aumento della fragilità muscolare oltre ad una possibile necrosi cellulare, sia a livello muscolare che del connettivo di sostegno. (Middleton e coll., 1994).

In pratica quindi, quali sono gli aspetti che dobbiamo assolutamente ricordarci?
  1. Le lesioni muscolari sono uno degli eventi traumatici più frequenti.
  2. Esistono due tipologie di traumi: diretto ed indiretto.
  3. Il meccanismo maggiormente correlato al possibile danneggiamento della fibra muscolare pare sia la contrazione eccentrica.
  4. Un’ottimale capacità di assorbimento di forza elongativa rappresenta un fattore protettivo fondamentale, non solo per il muscolo, ma anche per le articolazioni e l’apparato capsula-legamentoso.
  5. Nella maggior parte dei casi, l’insulto traumatico è localizzato a livello della giunzione mio-tendinea.