L’allenamento isoinerziale: prevenzione e allenamento

Cos’è l’allenamento isoinerziale?

Per chi lavora nello sport e/o nei settori della riabilitazione e riatletizzazione e si aggiorna costantemente,  la parola isoinerziale  non è certo una novità. Ha suscitato molto interesse in quanto ci si è trovati di fronte ad una nuova metodica di intervento, innovativa e all’avanguardia.

L’allenamento isoinerziale rappresenta un nuovo concetto di allenamento muscolare che sfrutta macchinari con una resistenza creata da una massa messa in rotazione dal movimento dell’utente stesso. “L’albero” o la massa è rappresentato da un volano (o inerzia), cui è avvolta una corda inestensibile. Questa corda viene regolata in base alla lunghezza del movimento da eseguire in modo da immagazzinare velocità durante la fase concentrica del movimento. Nella fase concentrica la corda viene  completamente tirata, per poi riavvolgersi  intorno all’albero centrale durante la fase eccentrica. Il lavoro maggiore che si ha è proprio durante la fase eccentrica del movimento, in cui ci si deve opporre alla forza con la propria attivazione muscolare.

Per riassumere in modo molto semplice,  si ha l’effetto di uno yo-yo. Nel momento in cui si svolge tutta la corda, questo torna verso l’altro, riavvolgendosi con la stessa velocità con la quale è “caduto” verso il basso.

Quali vantaggi può portare?

Diamo per assodato che questa metodica sfrutti l’alternanza di contrazione concentrica ed eccentrica, lavorando con un volano che restituisce con la stessa accelerazione lo stimolo prodotto durante la prima fase.  Questo lavoro è molto piùsimile ad un movimento eseguito durante qualsiasi gesto sportivo. Ogni gesto tecnico e fisico si basa sull’ alternanza di accelerazione e decelerazione di uno o più segmenti corporei, i quali immagazzinano e restituiscono forza in funzione dell’obiettivo.

Anche nella pliometria si ha un’ alternanza delle diverse contrazioni, ma in questo caso viene prodotto un sovraccarico indotto dalla velocità di esecuzione del gesto durante la fase eccentrica. Tutto ciò con i macchinari isoinerziali può non essere necessariamente generata, dato che tutto dipende dalla velocità con la quale viene eseguita la fase concentrica. Inoltre in un gesto pliometrico si ha un sovraccarico articolare maggiore, il quale può essere limitato in buona parte con l’allenamento isoinerziale. Questo aspetto diventa cruciale in ambito preventivo.

isoinerzialeIl punto chiave dell’allenamento isoinerziale è stimolare l’atleta o l’utente ad eseguire un gesto motorio che rimandi inevitabilmente al gesto tecnico-sportivo. In questo modo si può ottenere un allenamento ottimale e completo in vista della performance.

Una delle differenze rispetto ai lavori con i sovraccarichi in genere, a meno che non venga eseguito un gesto esplosivo, sta nel fatto che la forza prodotta con macchinari isoinerziali non è costante ma varia, esattamente come succede nella realtà.

 

In uno studio di Onambelè & coll. del 2008, sono stati messi a confronto due gruppi di soggetti sopra i 70 anni. A questi soggetti è stato assegnato rispettivamente un programma di lavoro di rinforzo muscolare sugli estensori di ginocchio con macchinari isoinerziali e con sovraccarichi. Le conclusioni sono state incredibili. Non solo il lavoro con la metodica isoinerziale ha prodotto un maggior incremento della potenza nel quadricipite, ma si sono ottenuti notevoli benefici sulla componente mio-tendinea dei flessori plantari del piede, con un incremento anche dell’equilibrio.

Inoltre, in una ricerca di Baricich & coll., che metteva a confronto l’allenamento con sovraccarichi rispetto all’isoinerziale nell’esecuzione di un Front Squat, si sono evidenziate notevoli differenze. In particolare modo durante la fase eccentrica, è stato evidenziato con elettromiografia un’attivazione muscolare globale maggiore.

La fase eccentrica della contrazione muscolare.

È la fase eccentrica lo snodo della metodica isoinerziale. Negli ultimi anni si è posta molta attenzione su questa componente di lavoro ottica di prevezione infortuni e problematiche mio-tendinee.

isoinerzialeQuesta aspetto non è assolutamente da sottovalutare in quanto è noto quanto sia difficile enfatizzare con i vari utenti la cura della fase eccentrica del movimento. Spesso non viene considerata quanto dovrebbe, ma in realtà è la regina del benessere articolare. Durante la fase eccentrica si riesce ad offrire un grande stimolo alla componente tendinea come sostegno conseguente dell’apparato legamentoso delle varie articolazioni.

Sono ormai diversi gli studi e le ricerche condotte in questo senso e la maggior parte, se non tutte, dimostrano che gli effetti di un allenamento mirato sulla fase eccentrica offrono benefici incredibili nel benessere della persona.

Ecco alcuni studi.
  • Nel 2007 Visnes e Bahr hanno valutato l’allenamento eccentrico in funzione delle tendinopatie rotulee ed hanno evidenziato  come questo possa essere funzionale alla causa.
  • Hibbert & coll. nel 2008 hanno eseguito una review di molteplici studi riguardanti la minor incidenza sulle lesioni dei muscoli ischio-peroneo-tibiali dopo un programma di lavoro sulla contrazione eccentrica.
  • Nel 2014, una ricerca condotta da Zuppardo & coll. ha fatto emergere come in atleti amatori il grosso deficit muscolare in fase eccentrica possa aumentare gravemente i rischi di infortunio al legamento crociato anteriore (LCA) e che un programma di lavoro isoinerziale sarebbe  l’ideale in ottica di prevenzione.

E’ evidente l’importanza della componente eccentrica e sarebbe bene che tutti gli addetti ai lavori ne comprendano l’importanza, per mirare sempre più al benessere della persona o dell’atleta, o del paziente nel caso di un terapista.

Per la figura del laureato in Scienze Motorie assume un aspetto fondamentale per poter lavorare sulla componente preventiva oltre che sulla preparazione atletica.

La metodica isoinerziale non solo ripropone situazioni molto simili a quelle prodotte durante l’attività sportiva. con questa continua alternanza di concentrico/eccentrico, di cambi di velocità e di cambi di intensità (grazie anche alle differenti inerzie che si possono utilizzare collegate al cavo, le quali generano più o meno resistenza), ma ha anche numerosi benefici di applicazione in quanto offre un grande stimolo alla fase eccentrica.

In uno studio di Norrbrand, Pozzo e Tesch del 2010, è stato studiato quanto effettivamente l’allenamento isoinerziale produca maggior stimolo nella contrazione eccentrica rispetto ad un allenamento classico con sovraccarichi. Anche in questo caso i ricercatori sostengono come, sia nella fase concentrica che nella fase eccentrica, durante l’esecuzione del gesto, si sia arrivati vicino a produrre un’attivazione muscolare massimale, maggiore rispetto ad una metodica classica.

Si può utilizzare su qualsiasi persona?

L’utilizzo delle macchine isoinerziali può essere molto vario e per qualsiasi tipologia di utente. Lo stimolo è prodotto esclusivamente dalla velocità di esecuzione, oltre che dal peso della resistenza posta alla base della macchina. Non si hanno ulteriori sovraccarichi articolari in quanto non vengono utilizzati pesi, ma esclusivamente resistenze legate a dei cavi inestensibili. Si possono svolgere esercizi a catena cinetica chiusa, ottimali ad esempio nelle prime fase di una riabilitazione, così come a catena cinetica aperta, per svolgere attività multi planari.

isoinerzialePur essendo adatta veramente a tutti, bisogna sottolineare l’importanza della corretta impostazione ed esecuzione degli esercizi oltre che una buona gestione del proprio corpo. Tutto ciò non è da considerarsi scontato, per cui consiglio di affidarsi sempre ad un professionista preparato. Per l’utente medio è necessario un primo periodo di adattamento per prendere confidenza con il gesto ed abituarsi al controllo delle due fasi: concentrica ed eccentrica.

Anche il core è un elemento che questi macchinari mettono a dura prova, in particolar modo nei lavori asimmetrici. Molto interessanti sono i lavori sulle torsioni nello spazio, ovviamente in modo molto controllato, anche se non sono di semplice gestione. Questi lavori prevedono già un’eccellente gestione del proprio corpo su più piani dello spazio.

Con l’utilizzo dell’allenamento isoinerziale non si vuole sminuire o sostituire nessun altro tipo e metodo di lavoro. Questa metodica deve rappresentare un supplemento per migliorare ulteriormente la preparazione atletica, la riabilitazione e la riatletizzazione motoria. Inserire questa nuova metodica nel proprio lavoro rappresenta a mio avviso una possibilità sempre maggiore per poter lavorare al meglio in ottica di reale prevenzione.

I maggiori palcoscenici sportivi ed i maggiori club d’Europa e del mondo  sono già attrezzati in questo senso ed hanno negli anni trovato dei benefici e dei miglioramenti, nei confronti dei loro atleti, inconfutabili.

 

Riccardo Mattia Capello

Note sull’autore
Laurea Triennale in Scienze delle Attività motorie e sportive 
Osteopata D.O.M.R.O.I.
Massaggiatore Massofisioterapista

Staff Sanitario Primavera Torino F.C.
Approccio Osteopatico alle problematiche muscolo-scheletriche nello sport
Direttore tecnico presso EYGEA, Rivoli (TO).
Direttore Sportivo di 3° livello e docente presso FCI.

Bibliografia
  • Onambelè G.L. et al; NEUROMUSCOLAR AND BALANCE RESPONSES TO FLYWHEEL INERTIAL VERSUS WEIGHT TRAINING IN OLDER PERSONS; Department of Exercise and Sport Science, Manchester Metropolitan University, 2008.
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  • G.N. Bisciotti; LE LESIONI MUSCOLARI: eziologia, biologia e trattamento; Calzetti Mariucci ed. ©2010.
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